Google è una di quelle società in cui lo spettro del fallimento non è nemmeno nei più remoti pensieri. Come motore di ricerca più famoso al mondo esercita un enorme potere (per alcuni talvolta preoccupante) e una grande capacità di influenzare il marketing e le informazioni. Ma gli sforzi di Google vanno ben oltre la fornitura del motore di ricerca più veloce e più completa al mondo.

Gli ultimi dieci anni hanno visto l’azienda multinazionale introdurre una sempre più vasta gamma di servizi Internet, tra cui le e-mail, le traduzioni, la programmazione, la condivisione di file, browser Internet e servizi di social media. Inoltre Google ha acquistato altri servizi internet come YouTube e Earth viewer, oggi conosciuta come Google Earth, ha finanziato progetti tecnologici utili ed innovativi, come le lenti a contatto che controllano il diabete, e si è anche avventurata in produzioni di hardware.

Ma non tutto è stato sempre un successo e anche i giganti di Internet hanno sperimentato la loro giusta piccola dose di sconfitte. Anche se queste ultime non sembrano intaccare i loro affari sempre in crescita, è confortante sapere che anche le più importanti aziende al mondo possono commettere errori. Ecco alcuni dei più importanti fallimenti di Google

Google Glass

Probabilmente uno dei più deludenti flop della società. I Google Glass sono stati avidamente attesi come uno dei gadget must-have che avrebbe cambiato per sempre la nostra vita quotidiana. Quando il prodotto è stato lanciato nel 2013 alla non modica cifra di 1.500$, molte persone, eccitate dalla prospettiva di avere quello che era fondamentalmente uno smartphone sempre a portata di mano (o meglio dire di occhio), hanno deciso di acquistarli. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto e qualche hanno dopo sono stati ritirati dal mercato. Eppure gli occhiali hanno notevoli caratteristiche possono cercare su internet tramite comando vocale, ricevere messaggi e registrare video.

Molti consumatori hanno denunciato il fatto che gli occhiali rappresentavano un ostacolo alla vista durante la guida o in altre situazioni che richiedevano piena concentrazione, dato che gran parte delle informazioni venivano mostrate sullo schermo interno delle lenti. Più controversa invece la situazione che riguarda il software di registrazione degli occhiali di cui molti hanno lamentato che potesse rappresentare una pericolosa invasione della privacy. Per questo motivo sono stati rapidamente vietati in diversi posti come ospedali, banche, palestre e casinò. Nel caso dei casinò molti direttori di sala li hanno vietati non solo per la violazione della privacy ma perché ritenuti uno strumento per consentire ai giocatori di barare. Si temeva, infatti, che gli occhiali potessero produrre dei calcoli matematici visibili solo all’utente ed utili per cambiare la sorte della mano di poker.  Questi stessi dubbi sono sorti anche con i cosiddetti pokerbot, ovvero delle applicazioni software in grado di creare sistemi e calcoli utili ai giocatori, che di fatto poi sono stati eliminati anche da tutti i siti di poker sicuri dove la sicurezza dei giocatori e dei loro risparmi è alla base di tutto.

Gli occhiali Google restano comunque una delle più grandi innovazioni di sempre e non possono essere considerati un vero e proprio flop, l’azienda sta ancora lavorando al miglioramento del prodotto che promette un futuro roseo.

Google+

Tecnicamente non si può ancora definire ufficialmente un fallimento ma dato la scarsa affluenza di utenti e le diverse critiche ricevute non si può certo negare che il social network Google made non sta avendo molto successo. L’azienda sta cercando ancora di spingere la piattaforma social anche se la competizione con Facebook è molto dura. L’entusiasmo iniziale è venuto un po’ a mancare quando Google non è riuscito a implementare gli aggiornamenti necessari per modificare il layout e le funzionalità della piattaforma social. A meno che si stia lavorando ad un importante rinnovamento Google+ sembra essere destinato a diventare la prossima new entry del cimitero di Google.

Google Catalogue

Google Catalogue è stata un’applicazione di breve durata, specificamente progettata per dispositivi tablet, di cui forse molti non ne hanno nemmeno sentito parlare. L’idea di fondo era interessante, essa avrebbe permesso alle aziende di offrire cataloghi elettronici facilmente accessibili e ridurre così la necessità di stampare. Questo catalogo virtuale ha permesso a molti commercianti di presentare le loro liste di prodotti gratuitamente e quindi ottimizzare l’esperienza di shopping, si pensava che l’applicazione sarebbe andata a vantaggio delle imprese ma qualcosa non è andata per il verso giusto. L’applicazione, infatti, era facilmente sostituibile dai servizi di ricerca di Google che sono da sempre stati molto dettagliati e funzionanti fornendo di fatto le stesse caratteristiche dell’applicazione. Per questo motivo la sua popolarità non fu mai così tale da farla decollare e il progetto è stato abbandonato nel 2013, appena due anni dopo la sua introduzione.

Google Lively

L’anno scorso la mania della realtà virtuale ha preso d’assalto il mondo del gioco, e non solo, facendo in modo che la tecnologia VR diventasse popolare in poco tempo. Ma prima di cuffie, occhiali VR e videogiochi coinvolgenti ci sono stati numerosi esempi di giochi stile Second-Life e di realtà virtuale simulata che permettevano ai giocatori di tutto il mondo di interagire tra di loro. Anche in questo Google è stato uno dei precursori e nel 2008 ha introdotto Google Lively una sorta di chat room VR.

Un mondo simulato al quale gli utenti potevano partecipare personalizzando i propri personaggi o Avatar chattando tra di loro e consentendo ai loro personaggi di interagire anche abbracciandosi virtualmente. Nonostante queste caratteristiche abbastanza futuristiche per quel periodo Google Lively divenne rapidamente noioso per gli utenti e venne chiuso pochi mesi dopo la sua introduzione.

Google Health

Google Health è un servizio gratuito progettato per aiutare le persone a tenere traccia della loro salute e ad avere accesso immediato alle informazioni su potenziali allergie e malattie. Gli utenti possono accedere on-line al proprio profilo personale e a molte informazioni sanitarie riservate. Sembra il sogno di un ipocondriaco che si avvera, ma purtroppo il servizio è stato rivaleggiato da altri siti medici e guide sanitarie on-line. Google Health, è stata introdotta nel 2008, è riuscito ad avere un impatto significativo ma è stato interrotto nel 2011.

Google Helpouts

Un altro progetto interessante che non è riuscito ad avere i frutti sperati è Google Helpouts.  Si tratta di un servizio creato con l’intento di aiutare esperti, docenti e rappresentanti del servizio clienti a fornire aiuto online e live al pubblico. Lezioni online, incontri con professionisti o semplicemente una chiacchierata con un operatore preparato a risolvere qualsiasi tipo di problema. Tuttavia Google Helpouts non ha destato abbastanza interesse ed è stato interrotto nel 2015.

Indipendentemente da queste e altre imprese fallite, non si può non dare a Google tutto il merito di aver avuto ottime idee, per la loro visione futuristica dei servizi online e la loro dedizione all’innovazione. Le risorse di Google sono infinite e per ogni progetto che non riesce c’è sempre una seconda chance.

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