L’ origine etimologica del termine italiano “scommessa” è tuttora alquanto discussa e incerta, sebbene siano in molti oramai a considerare plausibile l’ipotesi secondo cui esso deriverebbe dal verbo latino “ COMMITTERE” che vuol dire unire, legare, attaccare, mettere insieme.

Ovviamente la –s iniziale è una s con valore sottrattivo, che di conseguenza attribuisce un valore negativo al verbo. Ed è così che il termine “scommettere” finisce per assumere il significato negativo di “separare”, o meglio “contrapporre due previsioni diverse su cui puntare una somma in denaro o un pegno di altro tipo”. Da sempre, fin dai tempi più remoti, l’uomo ha sentito il bisogno di sfidare la sorte o la fortuna facendo delle scommesse.

Quello che oggi viene considerato un vero e proprio gioco d’azzardo, una malattia della società moderna, in realtà parte da molto lontano seguendo un’evoluzione nel corso dei secoli. Si vocifera, infatti, che già i Greci fossero soliti fare scommesse (parliamo di quasi 2000 anni fa): al centro delle scommesse vi erano i Giochi Olimpici dove ognuno puntava sul proprio atleta preferito. I più quotati erano di certo i gladiatori che con la loro forza e le loro gesta hanno da sempre affascinato l’uomo, tanto nel mondo dell’antica Grecia quanto in quello dell’Impero Romano, fino alla sua caduta definitiva.

Da quel momento in poi si hanno scarse notizie e tracce di scommesse, forse perché esse assunsero un carattere sempre più illegale e smisero di essere fatte alla luce del sole come invece spesso accadeva prima. Tuttavia è possibile ritrovare accenni di scommesse moderne, come le intendiamo noi, intorno all’inizio del XIX secolo, in Inghilterra quanto negli Stati Uniti, dove l’amore per le corse dei cavalli non conosceva limiti. In quegli stessi anni il culto delle scommesse cominciò a invadere anche il nostro territorio italiano in maniera illegale fino al 1942, quando lo Stato italiano lo rese legale al fine di bloccare la propagazione del fenomeno delle bische clandestine, oramai divenute numerose e indomabili.

A quegli stessi anni è legata la nascita della prima organizzazione legale del mondo delle scommesse, ovvero l’Unire (acronimo di Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine), seguita poi da Totocalcio, dove per vincere era necessario indovinare il risultato di ben 12 partite di calcio su un totale di 13. Tutti questi erano tentativi ideati dallo Stato per frenare il gioco delle scommesse, qualunque fosse la sua natura o l’ambito in cui esercitava, ma soprattutto di regolarizzare le somme di denaro investite dai singoli giocatori. Ed è così che arriviamo ai nostri tempi e alla rivoluzione mediatica.

Ora tutte le scommesse corrono sul web e regolarizzare e monitorare diventa sempre più difficile. Sono nate, infatti, vere e proprie agenzie di scommesse on line con relativi portali dove effettuare scommesse di ogni tipo: non più solo scommesse legate al mondo dello sport, ma anche a trasmissioni televisive, politica, finanza e tornei di carte, come per esempio il poker, sempre più gettonato.

Il giro d’affari delle scommesse on line è mostruoso e vi sono in ballo interessi molto grandi: oramai scommettere è diventato così semplice che può farlo chiunque rimanendo comodamente a casa. Basta solo un semplice click.

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