Tecnologia, sostenibilità e innovazione: questi sono solo alcuni dei punti cardine del noto gruppo industriale Maire Tecnimont. Forte delle conoscenze e delle tecnologie acquisite finora, tanto nel settore ingegneristico quanto in quello chimico, il gruppo Maire Tecnimont si distingue in particolar modo per quello degli idrocarburi (petrolchimico, fertilizzanti, oil & gas refining).

La sua missione professionale è quella di lavorare e trasformare risorse prime naturali, in energia e prodotti per l’industria manifatturiera. Il tutto ovviamente nel pieno rispetto dell’ambiente e delle comunità locali, come da protocollo.
L’azienda è animata da un codice etico che funge da guida per tutte le persone che vi lavorano, e che ogni giorno sono chiamate a fare delle scelte professionali per superare ostacoli o raggiungere obiettivi.
Il team di Maire Tecnimont conta circa 9.300 professionisti, distribuiti nelle diverse sedi aziendali in più angoli del mondo (parliamo di ben 50 società operative in 45 paesi).

Questo carattere multinazionale e multietnico dà al Gruppo una marcia in più; lavorare in ambienti, culture e realtà professionali e industriali molto diverse da quelle di partenza, si traduce in una grande capacità di adattamento e di flessibilità.
Questo aspetto contribuisce anche ad arricchire un’azienda che già da sola registra ricavi pari a 3,3 miliardi e un portafoglio ordini di 6,4 miliardi (dati relativi al 2019).

Tanti sono i pregi di Maire Tecnimont, e non ultimo la volontà di volersi innovare continuamente, rincorrendo nuovi traguardi, credendo in nuovi progetti e nei loro frutti futuri. A tal proposito va quindi menzionato il progetto Open Innovation, fortemente voluto da Fabrizio Di Amato, Presidente e Azionista di Maggioranza del Gruppo.

È stata presentata e inaugurata da poco la nuova cattedra alla Luiss Guido Carli di Roma, assegnata al direttore del Garwood Centre for Corporate Innovation dell’Università della California, Henry Chesbrough, padre intellettuale del concetto di Open Innovation.

Si tratta di un concetto che ha completamente rivoluzionato il modo di intendere le collaborazioni nel mondo del business e il metodo di acquisizione delle conoscenze essenziali.
L’idea di base è che lo sviluppo e la crescita di un’azienda non può e non deve essere limitata dall’utilizzo delle sole risorse e idee interne.

Al contrario, un’azienda dovrebbe attingere a idee, conoscenze e competenze tecnologiche esterne di startup, università, istituti di ricerca, investitori e fornitori. Un progetto che sovverte quindi le fondamenta del closed innovation che fino ad ora ha caratterizzato lo sviluppo delle aziende, continuamente ossessionate dalla proprietà delle invenzioni e della tutela dei brevetti.
Si tratta di una grande possibilità di crescita per le imprese, tutto sta nel saperla usare.

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