Doom Eternal: The ancient gods non è il solito gioco sparatutto. È una vera e propria chicca, predestinata a divenire nei prossimi anni un caposaldo degli sparatutto in prima persona, e che racchiude già all’interno del suo titolo il desiderio di guardare al futuro, ma senza dimenticare il passato. 

Il giocatore, infatti, viene immediatamente e completamente assorbito dal gioco: ogni istante è azione vitale, è gioco. Si tratta di una semplice espansione della versione originale, che non introduce quasi nulla di nuovo da un punto di vista ludico, ma che rappresenta una boccata d’aria per tutti i fedelissimi, ansiosi di indossare nuovamente i panni di Doom Slayer ancora una volta. 

E come negarglielo, dopo un anno come quello che stiamo vivendo, fatto di paure e incertezze sul domani. Doom Eternal: The ancient gods, invece, offre un’infinità di certezze, che spaziano dal puro e sano divertimento alla consapevolezza che delle volte anche solo pochi elementi in più possono riaccendere la scintilla di un singolo giocatore. 

Questa prima espansione, firmata da Id Software, si ricollega e si sviluppa proprio a pochi istanti dall’ultima scena di Doom Eternal. Ancora una volta al centro dell’intero gioco vi è il nostro Doom Slayer in perenne lotta contro le terribili forze che popolano l’inferno e alla ricerca dell’unica figura capace di condurlo dinanzi all’unico grande nemico, ovvero l’invasore di Urdak. Nulla di nuovo lo caratterizza: le stesse manovre, gli stessi obiettivi e addirittura le stesse armi. Anzi, a dir la verità, in questo nuovo gioco Doom Slayer è privato del Crogiolo. 



Forse, a differenza del primo, qui il protagonista si pone in un atteggiamento di sfida delle proprie abilità, con gli altri ma soprattutto con sé stesso. Quello che ci aspetta è quindi una nuova avventura, un nuovo viaggio tra demoni, proiettili e pugni. E tutto intorno un ambiente meravigliosamente pauroso e pieno di pericoli da superare con coraggio. Doom Eternal: The ancient gods non si discosta quindi di molto dal gioco di partenza, ma allo stesso tempo rappresenta un’ottima occasione per mettersi nuovamente alla prova, affinando le abilità apprese nel passato. 

Novità di ambientazione: non più dieci scenari tutti diversi tra loro, come nel capitolo precedente. Ora le vicende si susseguono su tre nuovi scenari, offerti per rendere più accattivante il gioco, diversificandolo. Si passa infatti dall’ambiente marino dell’oceano alle Paludi del Sangue, un ambiente decisamente minaccioso e reso difficoltoso da attraversare per via di una fitta nebbia che impedisce al giocatore di avere tutto sotto controllo. Qui, infatti, il giocatore è costretto a vagare un po' alla cieca, non riuscendo a individuare con precisione i pericoli e gli avversari, e a sparare a più non posso. 

Infine si arriva ad una fitta e buia selva, che probabilmente rappresenta lo scenario meglio riuscito dei tre da un punto di vista stilistico. Alberi da abbattere per costruire ponti, engma da risolvere, mistero, salti, acrobazie e molto altro.

Questi tre ambienti a loro volta sono abitati da personaggi tanto inquietanti quanto buffi. E sono proprio loro la vera e sostanziale novità di tutto il gioco. Per prima cosa, merita nota il ritorno di Summoner dall’episodio del 2016, con qualche variazione che riguardano i suoi poeri e le modalità di eliminazione.


Inoltre prendono forma delle torrette intelligenti, distruttibili mediante rapidi colpi. Si tratta di demoni che diventano tangili solo dopo avergli sparato contro un’infinità assurda di proiettili. Insomma questa volta a rendere più complessi e adrenalinici gli scontri, si è pensato non solo di rafforzare la schiera dei nemici demoni e di armarli maggiormente, ma anche di armare la natura. 

Ciascun ambiente, infatti, ognuno secondo la propria modalità, cerca di ostacolare e rallentare il viaggio del nostro protagonista. Ancora una volta si conferma come un prodotto di alta qualità. 

Una grande differenza rispetto all’iniziale Doom Eternal è invece l’assenza delle musiche di Mick Gordon. Una differenza che si fa notare, sebbene la colonna sonora e tutte le tracce musicali presenti all’interno del gioco siano state in grado di conquistare anche i fedelissimi. 

In ogni caso va precisato che le tracce musicali non sono continue all’interno del gioco, come invece lo erano state nel passato nel gioco base. Doom Eternal: The ancient gods è disponibile sotto forma di DLC per i possessori di Doom Eternal, ma anche in versione stand alone. 

Entrambi sono sul mercato al prezzo di 19,99 euro.

DOOM ETERNAL THE ANCIENT GODS - VOTO: 8,3 alert-success

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