Watch Dogs Legion non vuole essere un semplice gioco uguale a tanti altri. Vuole lasciare un segno, e anche abbastanza evidente. Ora spetta solo al tempo e al pubblico dire se questo gioco è riuscito o meno nel suo intento iniziale. 
Ciò che è certo, tuttavia, è che, in un modo o in un altro, Watch Dogs Legion costituisce un punto di svolta per un intero settore. Non ci troviamo più dinanzi ad una storia che ruota intorno ad un singolo personaggio, quello che spesso viene definito come l’eroe solitario, chiamato a combattere contro ogni forma di nemico. 

Ora il giocatore è tanti personaggi in uno: un gruppo di ribelli di Londra pronti a lottare contro tutto ciò che di marcio vi è nella società. Un complesso e continuo reclutamento di comuni cittadini, presi dalla strada, ognuno con il proprio carattere e la propria storia. 

Un elemento nuovo che certamente affascina per tutti i suoi risvolti psicologici e sociali che consentono al giocatore di aggiungere nuove dinamiche al gioco stesso, vestendo di nuovo la propria avventura ludica. In poche parole è possibile reclutare tutte le persone che si incontrano lungo il percorso nel momento in cui riteniamo che esse possano esserci utili per alcune caratteristiche che loro hanno e che sono indispensabili per vincere e andare avanti.

Per esempio, è fortemente raccomandato il reclutamento di un avvocato e un paramedico, perché spesso capita di dover “salvare” alcuni personaggi feriti o in carcere. Di tanto in tanto poi sarà permesso accogliere all’interno del proprio gruppo delle reclute speciali, sebbene per un tempo determinato.



La loro particolarità consisterà in alcune caratteristiche difficilmente riscontrabili in comuni cittadini, come il possesso di un’arma o di un veicolo. Prima di iniziare questa avventura ci verrà chiesto poi di fare una scelta, se attivare o meno il permadeath. 

Una scelta non affatto ovvia e scontata e nella quale forse risiede il nostro modo di intendere il gioco, o meglio il nostro approccio ad esso. Accettare il permadeath, infatti, vuol dire accettare che nel momento in cui muoiono tutti i personaggi del nostro gruppo, si attiva la tradizionale schermata di game over, nonostante le innumerevoli ore passate dinanzi allo schermo fino a quel preciso momento. 

Va detto comunque che è possibile disattivare tale modalità anche a gioco oramai iniziato, ma senza possibilità poi di ripensamento. Watch Dogs Legion tuttavia non si distingue unicamente per l’aspetto e le caratteristiche dei suoi personaggi, ma anche per la complessità e la varietà dei temi affrontati in modalità gameplay. Per la prima volta vengono affrontati temi politici, lontani anni luce dal mondo dei videogiochi, e per questo difficili da approcciare in modalità ludica. 

Ed è forse proprio questa la sfida più grande. Temi come le conseguenze della Brexit, l’isolazionismo e il ruolo della comunicazione, sono difficili da convogliare in sequenze piene di azione, dove si rischia di ripetere sempre i soliti discorsi su dati rubati, server bruciati e reti mandate ko. 

Senza volerlo ci si ritrova a dover fare i conti con una sorta di dissonanza ludo-narrativa causata dagli obiettivi forse troppo grandi, e che si mostra al giocatore in tutta la sua dirompenza nella scena finale. 

La scena finale, infatti, delude tanto il giocatore: si è preferito concludere il gioco più da un punto di vista dei contenuti, e quindi, narrativo, piuttosto che da un punto di vista del gioco e quindi dell’azione. Troppo ambizioso l’aver pensato di riuscire a portare avanti, di pari passo, filoni così complessi, senza dover sacrificarne uno a vantaggio dell’altro. Altrettanto particolari e degne di nota le ambientazioni di Londra, suddivisa qui in 8 quartieri sotto scacco. 



Una Londra che prende vita e forma dalle parole della voce narrante che ci accompagna in tutto il viaggio e che ci avvisa che la città è sotto l’attacco di Albion, una compagnia mercenaria di stampo fascista che l’ha privata di ogni istituzione e potere. 

Negli stessi istanti il clan malavitoso Kelley prende piede in ogni singolo quartiere. Ed è proprio ognuno di essi ad avere 3 sfide al suo interno da superare se ci si vuole rivoltare contro Albion. A conclusione delle 3 sfide, una sorta di sfida finale in un luogo simbolo della città come il Big Ben o il London Eye. 

Un approccio nuovo e un nuovo modo di intendere la conquista del territorio. Grafica e attenzione dei dettagli scrupolosa. Poche le scene di attività ricreative, come una sana bevuta o una partita a frecciatine. 

Una realtà che tenta di diventare un gioco, o, viceversa, un gioco che diventa realtà e quest’amara consapevolezza nelle mani del giocatore.

WATCH DOGS LEGION - VOTO: 8.2 alert-success

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