RAVENOUS DEVILS - RECENSIONE

In Ravenous Devils, gioco di gestione sviluppato dal team italiano Bad Vices Games, e di cui noi oggi ci soffermeremo ad analizzare la versione per PlayStation 5, si incontrano armoniosamente due mondi creativi, quello della moda e quello della cucina, qui impersonificati dai due personaggi principali. 


Il sarto Percival e la cuoca Hildred, marito e moglie, hanno una passione in comune, ovvero la passione per l’omicidio, che non è una passione semplicemente fine a sé stessa. Loro non uccidono per il solo gusto di uccidere o per l’adrenalina che ne scaturisce, ma anche per un tornaconto personale dal momento che spesso i cadaveri vengono riutilizzati e dati in pasto agli ignari clienti della tavola calda in cui lavora Hildred. 

Omicidi a fine di lucro potremmo quasi dire. Ed ecco che l’horror tinge di rosso sangue l’intero nostro gioco, che da un lato ci sprona a comportarci come persone normali dedite al loro lavoro, mentre dall’altro alimenta la nostra fame omicida. 


L’abilità del giocatore sarà proprio quella di destreggiarsi tra i due scenari, tra i due mondi, senza destare il minimo dubbio nelle persone che li circondano e che frequentano tanto la sartoria quanto il ristorante. 

Percival e la moglie sono inizialmente poveri, ma andando avanti con il gameplay potranno godere dei vantaggi di una vita agiata. 

Guadagnare agi e vantaggi certamente non sarà semplice per i nostri personaggi che dovranno mettere in campo tutte le loro qualità e abilità se vorranno spiccare il volo e ingranare negli affari. In un primo momento, infatti, avranno a disposizione tutti gli ingredienti per poter cucinare e servire ottimi piatti previsti dal menu ai loro clienti; ma con il passare del tempo gli ingredienti disponibili saranno sempre meno ed è qui che viene presa la decisione macabra di affettare le vittime e utilizzare la loro carne per sopperire alla mancanza di ingredienti, assicurandosi così la riuscita dei piatti. Più migliorie si acquistano, più ingredienti si sbloccano, più il piatto da realizzare sarà complesso. Di conseguenza più un piatto è elaborato, più alto sarà il suo valore e più benefici riceveranno i nostri coniugi. 


Ovviamente non solo i cadaveri, ma anche i vestiti delle povere vittime saranno riutilizzati, ricuciti e confezionati come nuovi. A questa storia principale si collegano poi tante altre storie secondarie, molte delle quali non riguardano direttamente Percival e Hildred, ma non per questo meno importante o meno interessante. Al contrario le storie secondarie riescono a catturare l’attenzione parlando dell’animo umano in generale e tutto ciò che gravita intorno ad esso. 

C’è da dire che solitamente i giochi di gestione rischiano di essere noiosi e monotoni, cosa che fortunatamente non si verifica però con Ravenous Devils. Probabilmente l’elemento macabro degli omicidi e il riutilizzo della carne umana è stato un buon diversivo contro la nemica monotonia, ma anche la tecnica utilizzata per sviluppare il progetto, l’amore per i dettagli e la musica hanno dato un enorme contributo in tal senso, sebbene l’intera storia si sviluppi fondamentalmente in un unico edificio. 


L’edificio in questione si sviluppa su quattro piani ed è ripreso lateralmente. Al piano terra vi è il ristorante di Hildred; al primo piano la sartoria di Percival, dove in pratica avvengono gli omicidi; nel seminterrato Percival fa arrivare i cadaveri attraverso delle botole mentre lei lo mette in un macchinario per macinarlo e affettarlo. Infine, all’ultimo piano, si trova la soffitta dove coltivano alcuni ingredienti concimati con resti umani. 

Il gameplay prende forma in ben cinque ore, che passano abbastanza piacevolmente, nonostante il tono macabro e spesso crudo adottato dal gioco. Non è un gioco che prevede il game over dal momento che il massimo che ci può capitare è perdere la fiducia di qualche cliente, che, deluso dai piatti serviti o dal trattamento ricevuto, decide di non ritornare più al ristorante. 


Ma nulla di più e nulla di irrimediabile tanto da portare al fallimento le due attività. Anzi, al massimo questi abbandoni e rinunce saranno per noi degli stimoli per dar sempre il meglio di sé al fine di raggiungere livelli alti da poter non solo godere di alcuni vantaggi, ma da ristrutturare e migliorare l’intero edificio. Solo allora il finale troverà il suo naturale compimento. 

Un gioco che merita di essere vissuto come un’esperienza, sebbene non possa essere annoverato tra i giochi da proporre a tutta la famiglia ma sicuramente ad un pubblico adulto.


RAVENOUS DEVILS - VOTO: 8.3 alert-success

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