LA NOSTRA VALUTAZIONE
8.6Overall Score
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8.4

Ritorna la grande saga Assassin’s Creed, che per anni ha appassionato, divertito e soddisfatto milioni di giocatori in tutto il mondo.

Ubisoft, infatti, lancia sul mercato internazionale il nuovo Assassin’s Creed Origins dopo alcuni anni di assoluto silenzio.

Il grande successo aveva reso i giocatori sempre più desiderosi di novità e di nuove sfide e per quanto Ubisoft cercasse di aggiungere nuovi elementi ad ogni singola uscita, questo non era sufficiente. La storia, infatti, sembrava ruotare sempre intorno ad uno stesso fulcro e il giocatore non aveva mai l’impressione di trovarsi davanti ad un nuovo gioco.

Di qui la necessità di fermarsi per un paio d’anni alla ricerca della grande svolta e Assassin’Creed Origins sembra avere tutte le carte in regola per esserlo.

Per prima cosa in questo nuovo gioco, cosi come suggerito dal titolo stesso, si ha l’impressione di ritornare alle origine data l’ambientazione nell’antico Egitto di Cleopatra, riprodotto fedelmente in tutta la sua bellezza.

In Assassin’s Creed Origins ritroviamo la biblioteca di Alessandria, il suo meraviglioso anfiteatro, i quartieri sfarzosi, ma anche i bassifondi, e non ultimi, i famosissimi templi colorati con i suoi sacerdoti.

Persino il fiume Nilo viene riprodotto in tutta la sua magnificenza e il giocatore può godere dei fantastici giochi di colore che si creano sull’acqua durante il tramonto, spezzati qua e là dalla presenza inquietante di coccodrilli e ippopotami.

Tutto intorno il deserto, nella sua immensità e solitudine, con le sue tempeste di sabbia che tutto cancella, i paesini presi d’assalto e le rovine dimenticate e abbandonate. Una grafica a dir poco perfetta che regala al giocatore sensazioni emozionanti, tanto da dargli quasi la sensazione di essere davvero lì, in Egitto.

Il protagonista si chiama Bayek, un medjai, ovvero un fedelissimo guerriero devoto tanto al Faraone quanto al popolo che deve proteggere.

Saranno la sete di vendetta e una serie di cospirazioni da parte di misteriosi personaggi con maschere e nomi in codice a trasformarlo da fedele guerriero in uno spietato assassino.

E qui l’altra grande novità di Assassin’s Creed Origins: la trasformazione non viene raccontata in maniera convenzionale, ma è continuamente intervallata da colpi di scena, digressioni temporali e cambi di prospettiva come quello della moglie del protagonista, Anya, una donna molto lontana dall’idea di damigella impaurita che ci si aspetta di trovare.

I legami con il primo capitolo della saga non si limitano però solo alla ripresa dell’Egitto come palcoscenico ideale della storia, ma sono evidenti anche nel tentativo di cercare di spiegare l’origine del grande conflitto tra Assassini e Templari, spesso ignorato e dato quasi per scontato nei precedenti capitoli, ma necessario invece per sviluppare una storia che altrimenti risulterebbe incastrata come nelle sabbie mobili.

Dopo queste grandi rivoluzioni nella grafica e nella trama vera e propria, Ubisoft non poteva non fare cambiamenti anche nelle meccaniche di gioco, che risultano essere la grande novità in assoluto di Assassin’s Creed Origins.

Da un lato abbiamo un equipaggiamento di armi del tutto nuovo dove le armi stesse sono divise per livello di rarità, o per gli effetti che possono provocare come avvelenamento o aumento dell’adrenalina.

Dall’altro c’ è la possibilità di accrescere gradualmente le abilità del protagonista. Si parla di tre livelli differenti di abilità che vanno dalla capacità di saper usare con disinvoltura l’arco, e le armi corpo a corpo, fino all’utilizzo di armi secondarie come veleni, bombe o cortine di fumo.

Interessante anche la possibilità di utilizzare gli animali e le loro pelli per incrementare il proprio livello di protezione, soprattutto quando si tratta di ippopotami e coccodrilli. La caccia con loro diventa ardua e piena di suspance.

Anche il sistema di combattimento ha subito delle modifiche tanto da risultare molto più vicino alla realtà rispetto a quello utilizzato nei capitoli precedenti.

Questo vuol dire che i combattimenti a cui il giocatore era stato precedentemente abituato, dove usciva illeso e vincitore anche in mezzo a dieci nemici, non esistono più. Sarà semplice sconfiggere i nemici deboli, ma faticheremo un po’ con due nemici alla volta e ancor di più quando ci troveremo a combattere contro personaggi più forti come i capitani romani.

Chi diceva quindi che Assassin’s Creed è un gioco facile per ragazzini, si sbaglia alla grande e forse dovrebbe provare il nuovo capitolo prima di esprimere dei giudizi. Nonostante tutte queste novità e questi miglioramenti, restano però dei nei che, sebbene poco importanti, vanno comunque rilevati per correttezza.

Per prima cosa i movimenti del protagonista spesso e volentieri risultano poco fluidi e questo tende ad inceppare il gioco e innervosire il giocatore; e spesso i contenuti si ripetono cosi come le missioni, sempre le stesse: uccidere e salvare qualcuno.

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