La recensione del macbook air 2019: pregi e caratteristiche

I portatili ultraleggeri di Apple non hanno mai convinto del tutto, almeno fino al lancio sul mercato del macbook air 2019. Si tratta di un notebook leggero e sottile, che non supera i 1.250 grammi di peso: a dispetto dello spessore contenuto, però, questo modello fa della resistenza e della solidità i propri punti di forza, complice il ricorso all’alluminio riciclato, nemico di scalfitture e graffi. Dotato di due porte Thunderbolt 3, il modello di Apple presenta uno schermo True Tone, grazie a cui la temperatura del colore può essere regolata in maniera estremamente precisa in funzione della luce ambientale.

La tecnologia True Tone

Già presente da tempo nella gamma MacBook Pro, la tecnologia True Tone viene apprezzata anche da professionisti come videomaker, fotografi e creativi in generale. Lo schermo è un Retina da 13.3 pollici con risoluzione pari a 2.560 x 1.600 pixel, in grado di offrire colori dettagliati e vibranti. Il display è contornato da una cornice sottile, a sua volta già vista nel modello precedente.

Le prestazioni

Ma entriamo nel vivo e andiamo alla scoperta delle prestazioni del macbook air 2019 garantite da un processore dual core da 1.6 GHz che, in caso di necessità, grazie alla funzione Turbo Boost può essere portata a 3.6 GHz. La Ram è di 8 giga, il che rende questo computer un modello consigliato per un uso quotidiano, tenendo presente che il sistema operativo macOs non dà mai problemi. Il confronto con il processore Ice Lake di Intel, però, mette in evidenza i limiti di questo dispositivo. Insomma, l’assenza della tecnologia quad core sembra un limite di non poco conto: è vero che il macbook air 2019 è stato pensato per essere utilizzato nella vita di tutti i giorni, e da questo punto di vista non dà problemi; ma è altrettanto vero che il confronto con la concorrenza rischia di apparire svantaggioso.

La batteria

Non ci si può proprio lamentare, invece, della durata della batteria, grazie a cui il nuovo modello di MacBook Air appare nettamente migliore rispetto alla maggior parte dei competitor che funzionano con Windows 10. Dieci ore di autonomia, infatti, rappresentano un risultato di tutto rispetto, perché vuol dire che si può lavorare per un giorno intero senza aver bisogno di disporre di una presa di corrente nei dintorni. Tanto i professionisti quanto gli studenti, dunque, troveranno in questa caratteristica un pregio di non poco conto. Due sono le spiegazioni: da un lato l’ottimizzazione software di Apple, e dall’altro lato i componenti interni a basso consumo.

La modalità stand by

Vale la pena di sottolineare, poi, che se messo in stand by il dispositivo di Apple compie un lavoro eccellente per ciò che riguarda la capacità di mantenere la carica: addirittura 30 giorni con lo schermo chiuso e il computer non spento. Certo, nessuno si avvarrà mai di questa funzionalità, ma si tratta comunque di una dimostrazione ulteriore della durata eccellente della batteria. Tanti computer Windows, invece, consumano la batteria in modo eccessivo pur essendo in stand by.

Un MacBook economico

Infine, occorre menzionare la questione del prezzo: la versione 2019 rappresenta la possibilità più semplice di pagare poco un MacBook, ma in assoluto si tratta comunque di un laptop abbastanza dispendioso, soprattutto se si considera che i concorrenti della stessa fascia di prezzo con Windows hanno componenti interni di valore più elevato. La scheda tecnica resta, in ogni caso, di prim’ordine, con la videocamera webcam 720p FaceTime HD e l’hard disk da 256 giga, oltre alla scheda grafica Intel UHD Graphics 617 che offre performance di altissimo livello.