LA NOSTRA VALUTAZIONE
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A partire dal 14 Novembre è disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC il nuovo gioco Outcast Second Contact, il remake di Outcast del 1999, il primo action-adventure open word in 3D nella storia dei videogiochi.

Outcast Second Contact quindi è caratterizzato dallo stesso spirito che aveva animato l’originale negli anni Novanta, consentendogli di ottenere più di 100 premi nel settore, tuttavia la grafica risulta alquanto innovativa, figlia dei tempi moderni.

Sono stati aggiunti, infatti, alcuni elementi al fine di svecchiare un po’ il gioco e renderlo appetibile per le nuove generazioni di giocatori. Per esempio sono state introdotte nuove modalità di combattimento, è stata migliorata e aumentata l’intelligenza artificiale dei nemici ed è stata posta a disposizione dei giocatori un’interfaccia molto più semplice e intuitiva.

Quasi invariato, invece, rimane la trama. Probabilmente l’intento è quello di far uscire una lacrimuccia dagli occhi dei più nostalgici. Ancora una volta il protagonista di tutto il gioco è Cutter Slade, l’uomo che avevamo già conosciuto nel gioco originale.

Qui Cutter si trova a vivere un’esperienza del tutto unica e inusuale. Si è diffuso nel mondo l’idea di una possibile connessione tra due mondi paralleli e questo ha spinto molti ad organizzarsi per cercare prove concrete al riguardo.

È sufficiente attraversare i cosiddetti buchi neri per giungere al mondo sconosciuto collegato al nostro: durante il viaggio, però, qualcosa va storto. Un’anomalia della sonda terrestre provoca la creazione di un varco che minaccia di ingoiare in brevissimo tempo ( quasi 25 giorni). Ed è proprio a partire da questo punto che parte la nostra storia.

Il nostro eroe infatti si ritrova tutto solo, senza neppur un amico o un supporto dal suo equipaggio, su un pianeta del tutto sconosciuto, denominato Adelpha. La situazione non è affatto facile perché neppure Cutter Slade ha idea delle sfide che lo attendono di lì a poco e degli incontri che segneranno completamente la sua vita.

Il nostro personaggio si troverà infatti alle prese con una civiltà aliena e dovrà in men che non si dica a negoziare con i mercanti e riunire i ribelli al fine di sconfiggere il terribile tiranno Fae Rhan. In poche parole il suo destino e quello di un’intera civiltà a lui totalmente oscura sono nelle sue mani e dipendono dalle missioni che deciderà di affrontare e dal loro esito finale.

Esplorazione e scoperta del territorio circostante continuano quindi ad essere ancora le parole chiave in Outcast Second Contact. Per mantenere viva la sensazione di esplorazione sarà necessario spostarsi continuamente da un posto all’altro o a piedi o in sella al nostro dinosauro che negli anni Novanta rappresentava una vera e propria novità, mentre oggi risulta essere qualcosa già visto e quindi obsoleto.

Più di 50 ore di gioco, combattimenti stratosferici in grado di tenere incollati i giocatori allo schermo, adrenalina alle stelle, e totale libertà nella scelta delle missioni. Tutto questo è Outcast Second Contact. Nonostante quanto affermato fino ad ora e nonostante il grande desiderio di dare lustro e rispetto a un videogioco cult degli anni Novanta che ha fatto sognare tanti ragazzi, il risultato è alquanto ambiguo e non sembra aver pienamente soddisfatto le aspettative.

La nuova veste grafica di Unity non è sufficiente a sorprendere, le animazioni a volte sono un po’ forzate e il sistema di shooting risulta essere alquanto obsoleto. Ovviamente i fedelissimi dell’originale Outcast tenderanno a sorvolare su questi difettucci e si lasceranno travolgere dalla nostalgia. Ben diverso sarà invece per coloro che non hanno mai avuto a che fare con il primo capitolo.

A questi consigliamo di provare Outcast Second Contact, per lo meno per cercare di risalire alle sue origini e alle origini di un intero modo di concepire il gioco d’avventura a mondo aperto, di cui Outcast rappresenta senza alcun dubbio una pietra miliare.

Un tuffo nel passato, per comprendere e apprezzare ancora di più il presente.

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