Shadow of Colossus PS4 – Recensione

Stiamo vivendo tempi davvero difficili: questioni come l’incertezza del presente, l’impossibilità di fare progetti a lungo termine tanto sul piano professionale quanto su quello personale, l’instabilità politica e non solo, sono oramai all’ordine del giorno. Impossibile far finta di nulla o provare a rimanere impassibili dinanzi a tutto questo.

Eppure un mondo ci sarebbe: trovare un’isola felice, un rifugio incontaminato. E quale rifugio migliore dei ricordi. Ed ecco che la nostalgia diventa un vero e proprio trend da seguire a tutti i costi e in tutti i campi, dalla moda al cinema, dalla te ai videogiochi.

Un prodotto di questa nostalgia che travolge tutti nel fiume dei ricordi è Il remake del videogioco Shadow of the Colossus. Un titolo certamente imponente, e che forse in pochi ricorderanno, dato il scarso successo e dalle pochissime vendite registrate dal videogioco originale ben tredici anni fa.

I ragazzini di quegli anni, davanti alla console alle prese con le avventure di Shadow of the Colossus, ora saranno degli adulti, probabilmente dei trentenni ancora lì, sul divano a rivivere le stesse emozioni del tempo. Ma tantissimi sono i ragazzini che ora, per la prima volta, si approcciano a questo videogioco e alla sua storia.

Rispetto alle vendite di allora, il remake di Shadow of the Colossus ha venduto quasi il 70% in più. Un vero e proprio successo per la Sony che per questo remake si è affidata alla famosissima software house Blue Point. Per prima cosa va sottolineata la crescita e l’incremento su tutti i livelli, dalla grafica alle modalità di gioco.

Il remake di Shadow of the Colossus è infatti il frutto dell’esperienza di un gruppo di lavoro che con il passare degli anni è cresciuto e migliorato. “ Il nuovo progetto è più grande di Shadow of the Colossus” ha detto il presidente della Blue Point, “anche perché il team è cresciuto parecchio con lo sviluppo del suddetto titolo precedente, sia come organico che come capacità tecniche, e ha intenzione di investire su questo nuovo remake”.

Del resto proporre la rivisitazione di un vecchio videogioco non vuol dire liberarlo dalla polvere accumulata sugli scaffali nel corso degli anni, ma provare a svecchiarlo introducendo nuovi elementi e tecnologie che gli consentano di gareggiare ad armi pari con altri videogiochi del settore.

Ma proviamo a procedere per piccoli passi. Rimangono del tutto invariati rispetto alla versione precedente i contenuti e la storia, dal momento che tanto la Sony quanto la Blue Point non volevano fare grandi stravolgimenti. Grandi novità invece sul piano della grafica, in cui tutto viene revisionato, rivisitato e modificato, con una certa attenzione ai dettagli e alle rifiniture.

Se da un lato la faccia del protagonista risulta più paffuta per via delle modifiche apportate, scaturendo così piccoli commenti negativi, soprattutto da parte dei fedelissimi, dall’altro lato ne guadagnano i corpi dei colossi, ancora più mostruosi e allo stesso tempo più vicini alla realtà.

Per esempio, la pelliccia che ricopre i loro grandi corpi non è la medesima sempre, ma è in movimento quando i colossi sono in volo, così come è bagnata quando entra in contatto con l’acqua. Alla luce dei grandi risultati raggiunti, va certamente menzionata la modalità foto che consente di catturare e fermare un particolare ambiente o atmosfera in una fotografia. Grazie all’attivazione di particolari filtri, oppure no, è possibile poi modificare tale fotografie a proprio piacimento.

Per non parlare poi della modalità cinema e performance: la prima consente a chi possiede un gran televisore di esaltare la qualità dell’immagine, mentre la seconda consente al gioco di scorrere fluido a 60 frame al secondo.Ottimi anche i miglioramenti apportati nel settore audio, sebbene la colonna sonora composta da Ko Otani risulta essere ancora un pilastro portante di Shadow of the Colossus. Tutto però ora ha un suono ben preciso e definito tra la flora e la fauna: dal suono del vento che sposta le foglie, lo scroscio dell’acqua e il rumore dello zoccolo di Argo.

Grafica aggiornata e nuova anche per l’interfaccia, nella quale però vengono proposte al grande pubblico due rimappature, una in chiave completamente moderna, e l’ altra a metà strada tra il nuovo e il vecchio. Una gran bella trovata da parte della Blue Point in quanto in un colpo solo è stata in grado di accontentare le esigenze di due differenti generazioni.

Da un lato le nuove generazioni abituati ai comandi snelli e alla grafica essenziale, e dall’altra la generazione dei nostalgici che per la maggior parte ha perso dimestichezza nel gioco. Il titolo invece non cambia affatto nei contenuti tanto da mantenere invariati i collezionabili della versione precedente , come le code di lucertola o gli extra che possono essere sbloccati nella modalità time attacco. Provare per credere e innamorarsi.

8.5
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La tecnologia è pane quotidiano per i miei denti, mi piace essere aggiornata in ambito multimediale e tecnologico. Adoro The Walking Dead e tutte le serie horror in genere. Sono una grande tifosa della Ferrari e il tempo libero lo trascorro facendo lunghe pedalate con i miei bambini!

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