The Elder Scrolls Online Summerset – PS4 – Recensione

Dopo un primo lancio per Microsoft Windows e Mac OS, ora Elder Scrolls Online Summerset è disponibile anche per PlayStation 4 e Xbox One.

Sviluppato da ZeniMax Online Studios e pubblicato da Bethesda Softworks, The Elder Scrolls Online Summerset si presenta come un videogioco Online di tipo MMORPG e spin-off della saga Elder Scrolls Online.

L’ambientazione è straordinaria: l’intero intreccio di storie ed avventure prende vita è forma nell’isola di Summerset, appena scossa da una grande e importante novità. A quanto pare, infatti, per un decreto promulgato dalla giovane regina Ayrenn, le porte di Summerset non sono più chiuse.

In poche parole quella terra, per secoli inaccessibili agli stranieri, ora dichiara di essere pronta ad accogliere tutte le genti provenienti da ogni parte di Tamriel in nome del libero commercio. Una decisione prematura ed avventata, che non giova affatto al benessere dell’isola, anzi, al contrario la lacera al suo interno alimentando vecchie diatribe, rancori o creandone di nuovi.

Per esempio, la casa degli Altmer( gli Alti Elfi) vive un forte periodo di crisi interna in quanto alcuni di loro sostengono e approvano quanto deciso dalla regina, mentre altri ne prendono le  distanze. Per non parlare poi di quegli abitanti dell’isola che ancora soffrono e pagano le conseguenze della Three Banners War, quella che vede contrapposti Daggerfall Covenant, Ebonheart Pace e Aldmeri Dominion.

Ed è qui che si inserisce la figura del protagonista che, dopo mille peripezie e alcune forzature evidenti, è chiamato a salvare l’isola dall’odio del baratro in cui si ritrova. Un compito certamente non facile, data la gravità della situazione, ma che certamente carica di entusiasmo il giocatore, chiamato a vestire i panni di un vero e proprio Salvatore dell’isola di Summerset.

Quando parlavamo di forzature, non eravamo molto lontani dalla realtà se si pensa che il protagonista ad un certo punto dell’intreccio si ritrova prigioniero ma di una gabbia mentale del malefico K’Tora, dalla quale ne vien fuori per mezzo di un percorso tutorial che introduce i neofiti alle meccaniche essenziali. Al di là di questo, però, va detto per verità di cronaca, che sin dai primi attimi di gioco, il giocatore è lasciato libero di muoversi all’interno della grande ambientazione creata per lui.

Quasi come se il motivo dominante del gioco sia ESPLORA, senza alcuna paura. Tuttavia, almeno all’inizio è consigliabile seguire attentamente le missioni principali, in modo tale da poter incrociare i personaggi chiave della storia e sbloccarne alcune caratteristiche. Elder Scrolls Online Summerset non ha nessuna intenzione di sconvolgere il suo pubblico o di rivoluzionare quanto fatto in passato, ma semplicemente mira ad essere una naturale espansione dell’universo di Tamriel.

Per questo motivo il team di sviluppo del videogioco si è focalizzato molto sulla realizzazione del l’ambientazione, molto spesso ricorrendo a metodologie tipiche dell’high fantasy. Non deve essere stato semplice ricostruire tutto il territorio di Tamriel nei minimi dettagli, soprattutto se si pensa che l’ultimo ricordo che si ha di esso risale a Elder Scrolls Online Arena del lontano 1994.

In ogni caso, considerando tutte le avversità e le difficoltà incontrate durante la lavorazione, possiamo affermare a gran voce che il risultato è ottimo: Summerset viene dipinta come una terra dalla doppia faccia.

Da un lato essa appare sfavillante ed eccentrica per alcuni versi(strutture imponenti e sfarzose). Dall’altra parte è piena di ruderi e zone del tutto abbandonate a se stesse, dove la natura ha ripreso il suo posto. Sebbene questo gioco di opposizione ricchezza – miseria, luce – ombra a lungo andare diventa quasi ripetitivo da un punto di vista del design e delle ambientazioni, in ogni caso ha un forte impatto con il giocatore che ben comprende il messaggio che gli è stato inviato.

Si parla di un popolo che dietro alle belle maniere e allo sfarzo delle sue architetture cerca di mascherare e nascondere sentimenti razzisti e xenofobi.

Poche le novità introdotte, come è stato detto prima. Tra queste va certamente menzionato il crafting dei gioielli( si posso creare collane e anelli e venderli), è una nuova skill Line dedicata all’ordine Psijic.

Insomma un gioco che va certamente provato e accettato per quel che è, ovvero il desiderio di essere un’espansione e non una rivoluzione. E questo può piacere come non. A voi la decisione finale.

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